Peter Pan


Peter Pan

All’alba del terzo anno di attività, nel 2012, abbiamo messo in scena uno spettacolo di una produzione, quella del Teatro delle Erbe, che, prima di avere così ampio successo con tale spettacolo, non era particolarmente conosciuta tra le Big del genere. Ma, come resistere al rock travolgente di Edoardo Bennato e ai magici costumi del maestro trasformista, Arturo Brachetti? Nessuno, nessuno, nemmeno i fedelissimi della Compagnia della Rancia, ce l’ha fatta, accorrendo a vedere, anche più di una volta, il superbo Manuel Frattini, volare fuori da quella finestra per raggiungere quella magica stella in compagnia di Wendy, John e Michael.

Seconda stella a destra Questo è il cammino E poi dritto, fino al mattino Poi la strada la trovi da te Porta all’Isola che non c’è.

Così è successo, fortunatamente, anche a noi: stessa grinta, medesime emozioni coinvolgenti, che hanno assicurato un successo assoluto, anche portando in scena una delle fiabe più conosciute della letteratura per i più piccini, la storia del coraggioso Peter che si rifiuta di crescere e così di entrare a far parte del grigio mondo degli adulti. Come non invidiarlo o comprenderlo? Chi non ha sognato di essere uno dei tre fratelli Darling o anche solo di partire con tutti loro, avventurandosi con lo spavaldo Peter in un viaggio straordinario, fuori dalla realtà, in un mondo incredibile, fatto di terribili pirati, autorevoli indiani e spaventosa natura selvaggia, dove la linea di demarcazione tra buoni e cattivi è nettamente distinta? Sarebbe un viaggio affascinante, che nella nostra vita, tutti noi abbiamo fatto, almeno una volta, con la nostra immaginazione. Grande innovazione, è stata l’attenzione, particolarmente meticolosa, per la dizione: arrivati, ormai, al terzo anno di produzione, con l’aiuto di un professionista, abbiamo investito tempo ed energia nello studio della fonetica e della pronuncia di quei vocaboli del copione che, più di altri, sono la principale causa della, teatralmente fastidiosa, cadenza bergamasca. Il risultato è stato davvero sorprendente: notato sia dagli attori stessi, ma soprattutto dal pubblico che, piacevolmente stupito si è complimentato per il notevole salto di qualità, a distanza di appena un anno. Un’altra innovazione particolare, di questa stagione, è stata l’istallazione di un coloratissimo boccascena, che fungeva da magico portone, per condurre al meglio il pubblico in questo mondo fantastico.